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DISCUSSIONE I risultati hanno evidenziato che in nessuna delle tre categorie di materiali testati sono stati raggiunti i valori massimi accettabili per il test di sensibilizzazione cutanea anche se alcuni dispositivi medici sono risultati essere più irritanti rispetto ad altri. I dati emersi, relativi ai cementi canalari, evidenziano che il grado di sensibilizzazione cutanea aumenta secondo il seguente ordine: RSA (1.9±0.2) < Bioseal (2.3±0. 3) < Argoseal (3.1±0.2) < AH 26 (3.5±0.3) < Superseal Cement (3.7±0.5). Mentre per i materiali da medicazione canalare il grado di sensibilizzazione
cutanea decresce secondo il seguente ordine: Oxical (6.6±0.8) >
Stomidros (6.1±0.5) > Endoidrox (5.9±0.6). I dati ottenuti sono stati valutati facendo riferimento alla normativa UNI EN ISO 10993-10 che valuta i possibili rischi da contatto con prodotti chimici rilasciati da dispositivi medici, che possono produrre irritazione cutanea e delle mucose, irritazione oculare e sensibilizzazione da contatto ritardata. Per garantire il successo della sperimentazione i tempi di esposizione sono stati scelti sufficientemente lunghi (sette giorni per la fase di induzione intradermica, 14 giorni per la fase di induzione topica e 72 ore per la fase scatenante) per tutte le fasi di ogni esperimento, in quanto tutte le fasi (induzione e scatenante) sono critiche, anche se occorre precisare che gli intervalli di valutazione sono critici solo per dimostrare la caratteristica ritardata e persistente di ipersensibilità. La classificazione dei siti di induzione non è generalmente informativa
e non è critica per l'interpretazione dei risultati. Difatti l'effettiva
posizione dei siti delle compresse sul fianco della cavia non è
un parametro critico, nella misura in cui tutti i siti di scatenamento
si trovino su pelle intonsa. Occorre inoltre precisare che una prova positiva
non esclude necessariamente l'utilizzo clinico di un materiale o di un
dispositivo di prova perché le dosi della sostanza di prova nella
procedura di prova sono largamente superiori rispetto alle effettive condizioni
di impiego clinico. Naturalmente la presenza di un test positivo indica
la necessità di dati supplementari per poter così valutare
opportunamente l'entità del rischio nell'esposizione prevista per
l'uomo. In generale possiamo rilevare che tutti quei materiali che hanno come scopo principale l'azione antibatterica e/o disinfettante aspecifica risultano più inclini a produrre reazioni di sensibilizzazione; ciò è da mettere in relazione con la loro azione terapeutica, che comunque non è indenne da rischi di danni cellulari e tissutali quando siano utilizzati in maniera errata, come ad esempio nei casi di lesioni da ampia fuoriuscita oltre apice di irriganti canalari (3). Al contrario i materiali che devono permanere a lungo termine a contatto con i tessuti biologici, come i cementi per le otturazioni canalari definitive, hanno mostrato i migliori risultati, probabilmente da correlarsi con il fatto che questi materiali dovrebbero essere quanto più inerti e stabili possibile, al fine di non interferire con i processi di guarigione periradicolari e di mantenere nel tempo il sigillo tridimensionale dell'otturazione scanalare (4-10). I risultati comunque da una parte avvalorano la possibilità di un ragionevole utilizzo clinico con buoni margini di sicurezza per quanto riguarda il rischio di sensibilizzazione, dall'altra però evidenziano che sempre e comunque vi è un minimo rischio legato all'utilizzo di tali materiali, per cui gli operatori dovranno sempre e comunque operare "lege-artis" e rispettare le indicazioni nella manipolazione e nell'utilizzo clinico fornite dalle case produttrici. CONCLUSIONI I dati rilevati dal presente studio mostrano come sia i materiali da otturazione canalare provvisoria e definitiva che gli irriganti endodontici non determinino effetti di notevole entità per quanto riguarda la sensibilizzazione cutanea nelle dosi utilizzate per la realizzazione della sperimentazione (dosi che risultano essere superiori a quelle normalmente impiegate nella pratica clinica). Tuttavia è emerso che esistono materiali più irritanti rispetto ad altri ma nessuno di questi ha raggiunto i valori critici relativi al test utilizzato (metodo di massimizzazione di Magnusson & Kligman). PAROLE CHIAVE: Sensibilizzazione cutanea, Biocompatibilità, Endodonzia. KEY WORDS: Cutaneous sensitization, Biocompatibility, Endodontics. TABELLA I
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BIBLIOGRAFIA
AUTORI
Dott. Testarelli Luca, Circonvallazione Casilina 124, 00176 Roma, Tel. 06/70301178, e-mail: luca_testarelli@hotmail.com Prof. Gallottini Livio, Circonvallazione Casilina 124, 00176 Roma, Tel.
06/70301178.
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